
Venerdì allarme rosso a Roma per il caldo. Il Sistema nazionale di sorveglianza, previsione e allarme del dipartimento della Protezione civile Protezione civile informa che tra giovedì e venerdì a Roma e a Perugia, già a livello 2 in questi giorni, scatterà l’allerta 3, con temperature massime sopra i 30 gradi. Il livello 3 prevede «condizioni meteorologiche a rischio (che persistono per tre o più giorni consecutivi) e la necessità di attuare interventi di prevenzione mirati alla popolazione a rischio» (anziani e bambini).
«Tra 10 giorni presenteremo il piano estivo: una serie di interventi mirati per gli ultrasessantacinquenni al fine di alleggerire le problematiche legate al caldo. Subito, però, comincerà la distribuzione di una brochure contenente una serie di consigli contro il caldo preparata dal mio assessorato con la collaborazione di Fernando Aiuti». L’ha comunicato l’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma Sveva Belviso. «La distribuzione delle brochure, che saranno a fumetti avverrà sia per posta che con l’aiuto dei centri anziani della Capitale».
L’ emergenza caldo aumenta i rischi per la salute, in particolare, di anziani e bambini. Secondo gli esperti, infatti, vi sono alcune categorie di popolazione più a rischio di altre: per via di condizioni fisiche generalmente più compromesse e che non consentono di rispondere adeguatamente ai cambiamenti di temperatura nel caso degli anziani, e per una minor superficie corporea e autosufficienza nel caso dei bambini. Ecco alcuni consigli medici che è bene tener presente in questi giorni. –
Il vero problema, spiega Roberto Bernabei, geriatra dell’università Cattolica di Roma, «c’è quando si verificano cose strane. Se l’anziano non si ricorda più un numero di telefono, la via di casa o ha un improvviso comportamento anomalo, bisogna stare molto attenti, perchè si tratta dei primi segnali sottili della disidratazione. Condizione più comune in questi soggetti che hanno un senso della sete ridotto». Tra le altre raccomandazioni mediche, vi è quella di evitare l’esposizione all’aria aperta tra le 12 e le 18, nelle aree verdi, e di bere almeno due litri d’acqua al giorno, moderando il consumo di bibite gassate o con caffeina. Chi è iperteso o cardiopatico, deve evitare il brusco passaggio dalla posizione orizzontale a quella verticale, alzarsi dal letto gradualmente, e controllare più frequentemente la pressione arteriosa.
L’altra categoria a rischio sono i bambini. Importante seguire poche regole fondamentali, per proteggere i bambini dalle insidie delle temperature elevate». Parola di Giuseppe Saggese, past president della Societá italiana di pediatria (Sip), che ricorda i consigli anti-caldo «Mai portare il bimbo al parco dopo le 11-12 e prima delle 16-17. Coprirgli sempre la testa con un cappellino. Iniziare a mettergli la crema solare protettiva fin da ora. Fargli bere molti liquidi e bevande non gassate, fresche ma mai gelate. Arricchire la dieta con tanta frutta di stagione e verdura. Usare abiti freschi, in cotone o fibre naturali, per evitare di farlo sudare troppo. Iniziare a proteggere il bimbo anche dalle punture di zanzara». Inoltre, non bisogna dimenticare che con il caldo non si perde solo acqua, ma anche sali, soprattutto potassio e sodio: il che significa, sottolineano gli esperti, che bisogna reintegrarli entrambi. Si possono usare o bibite con sali o un buon brodo vegetale casalingo. Astenia e voglia di non muoversi sono i primi segnali che devono mettere in allarme i genitori, oltre ai colpi di calore, caratterizzati da malessere generale, nausea, vertigini e marcato aumento della temperatura in 10-15 minuti.