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Geografie della paura: quanto si sentono sicuri gli abitanti del Lazio?


Martedì 21 luglio, alle ore 11, presso l’aula Wolf della Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza Università di Roma, saranno presentati i risultati dell’Indagine sulla percezione della sicurezza dei cittadini del Lazio, realizzata dall’Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Comunicazione.

Da quanto emerge dai dati, sono la violenza e la disoccupazione i fenomeni che maggiormente preoccupano gli abitanti del Lazio: in particolare, sono le donne e anziani a sentirsi più esposti al rischio. Tuttavia, queste percezioni di insicurezza non sembrano dar luogo ad atteggiamenti di rifiuto nei confronti dell’altro: gli abitanti del Lazio si dimostrano complessivamente tolleranti nei confronti degli immigrati e preferiscono nettamente la videosorveglianza alle ronde.
L’indagine campionaria è stata realizzata attraverso la somministrazione telefonica di un questionario di circa 30 item a un campione di oltre 1.000 persone abitanti nel Lazio. Il campione è stato costruito in modo da garantire la rappresentatività delle diverse province del territorio.

Saranno presenti alla conferenza stampa: Mario Morcellini, preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione (Sapienza Università di Roma), Daniele Fichera, assessore alla sicurezza della Regione Lazio e Enzo Ciconte, presidente dell’Osservatorio Tecnico-Scientifico per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio.

Durante l’evento verranno distribuite copie del Rapporto.

Roma, una ricerca sulle previsioni demografiche della città

Quanti saranno gli abitanti di Roma nel 2020? Come cambieranno l’età della popolazione e la sua struttura territoriale? Questi gli interrogativi a cui si propone di rispondere lo studio sulle “Previsioni demografiche per Roma (Città e Municipi)”, effettuato dal Centro Ricerca su Roma dell’Università La Sapienza in collaborazione con l’Ufficio Statistica e Censimento del Comune di Roma.

La ricerca, presentata in Campidoglio, delinea scenari tendenziali sull’evoluzione della popolazione, basati su diverse ipotesi evolutive, offrendo in tal modo un contributo di riflessione su quelli che potranno essere gli elementi di programmazione dell’attività di governo della città e dei municipi, in base all’evoluzione demografica della Capitale. Il progetto di ricerca prevede, entro l’anno, anche in relazione al confronto sviluppatosi, la pubblicazione di un volume, edito dall’Ufficio Statistica del Comune, che conterrà tutti i risultati prodotti.

La ricerca delinea sei possibili scenari, che derivano dalla combinazione ragionata di varie ipotesi sui cinque fenomeni che contribuiscono alla dinamica della popolazione: fecondità, mortalità, emigrazioni, immigrazioni, cambiamenti di domicilio. Mentre su mortalità (con graduale allungamento della vita) emigrazione e cambiamenti di domicilio (sostanziale stabilità) le varie ipotesi concordano, differenze più significative possono derivare da un eventuale incremento della fecondità e dall’andamento dei flussi di immigrazione, con la definizione di uno scenario “alto” con un misurato incremento di popolazione, ed uno “basso” con una lieve decrescita.

Gli scenari ipotizzati prospettano per il 2020 una popolazione romana variabile tra 2.683 mila e 2.774mila unità. Rispetto ai 2.720mila residenti del 2005 la forbice si colloca tra +54.000 e -37.000 abitanti, con una variazione comunque molto contenuta. In entrambi i casi, a fronte di questa stabilità, proseguirà il processo di invecchiamento della popolazione romana. L’aumento percentuale della popolazione over 65 sarà legato ad un aspetto positivo, la maggiore longevità, ma anche ad uno negativo, come la contrazione delle giovani generazioni, dovuta al calo della natalità. L’indice di vecchiaia, che era appena superiore a 150 nel 2005, sarà compreso nel 2020 tra 181 e 193, con un ammontare della popolazione anziana, sempre più vicino a raddoppiare quello dei giovani con meno di 15 anni.

Riguardo alla diffusione territoriale della popolazione, le previsioni per il 2020 riflettono le tendenze degli ultimi anni, con un centro cittadino che deve la sua vivacità demografica alla dinamica migratoria, una “città consolidata” che continua a perdere residenti, ed una periferia estrema sempre più abitata. Entrambi gli scenari definiti riguardo alla variazione della popolazione, ipotizzano una crescita di residenti nel Municipio 1, nei cosiddetti Municipi Esterni (8 e 13), e in quelli che hanno un’ampia porzione di territorio esterna al Gra (Municipi 12 e 20). Le rimanenti aree perderanno residenti ed in alcuni casi (Municipi 6 e 7) la diminuzione potrebbe essere particolarmente consistente fino a raggiungere il 10% della popolazione del 2005.

Aprendo i lavori del seminario in cui è stata presentata la ricerca sulle prospettive demografiche della Capitale, l’assessore capitolino al bilancio e allo sviluppo economico, Maurizio Leo, ha dichiarato: “Conoscere l’evoluzione demografica romana è fondamentale per pianificare, in modo efficiente e senza sprechi, l’offerta di servizi per Roma che è sia una grande Capitale europea sia una città a spiccata vocazione turistica. Con il riconoscimento dello status di Roma Capitale, fortemente voluto dalla Giunta Alemanno, Roma avrà a disposizione risorse finanziarie aggiuntive che dovranno essere il più possibile rispettose delle dinamiche demografiche”. Dinamiche da tenere sotto osservazione per prefigurare in modo puntuale la composizione futura di Roma Capitale.

Gheddafi alla Sapienza di Roma, fischi e scontri

Si è concluso fra fischi e applausi l’intervento del leader libico Muammar Gheddafi nell’Aula Magna della Sapienza di Roma: al termine del discorso, dopo che diversi studenti e docenti avevano fatto domande e ricevute risposte dal leader libico, un gruppo di studenti del movimento di contestazione ’l’Onda’ ha cercato di intervenire a sua volta leggendo una domanda-dichiarazione dalla platea dell’aula magna. Il servizio d’ordine li ha rapidamente messi a tacere sottraendo loro il microfono, mentre veniva impedito anche ai giornalisti di alzarsi per osservare meglio dalla galleria l’accaduto. Poco dopo, al termine della cerimonia, gli studenti dell’Onda hanno cercato nuovamente di parlare ma sono stati sopraffatti da applausi e fischi provenienti dalle prime file della platea mentre Gheddafi, vestito con abito bianco indossato su una camicia verde si congedava lanciando baci e ringraziamenti alla platea.

«Volevo solo portare le parole dell’Onda e della Sapienza. Il microfono non mi è stato tolto, me l’hanno semplicemente spento e poi sono uscita da sola». Queste le parole di Silvana, la studentessa dell’Onda a cui è stato spento il microfono. «Le domande sono già organizzate, non c’è stata per tutti la possibilità di farne – ha aggiunto Silvana – la nostra era una manifestazione pacifica, volevamo solo far sentire la nostra voce». Secondo quanto hanno riferito altri studenti dell’Onda, le prime domande rivolte a Gheddafi «erano già state concordate». Durante le domande rivolte al colonnello da alcuni presenti nella platea, un signore si era alzato urlando al leader libico: «Ci sono gravi condizioni nelle carceri libiche, questo è incompatibile con quello che ha detto durante il suo intervento di poco fa». Gheddafi aveva risposto: «Stimo moltissimo voi che avete sollevato il problema dei diritti».

Fuori dall’Ateneo numerosi sono stati gli scontri degli studenti con la polizia. Lacrimogeni, calci, lancio di transenne tra i ragazzi dell’Onda e le forze dell’Ordine schierate con scudi e manganelli. E gli studenti hanno lanciato secchi di vernice rossa e palloncini ripieni della stessa vernice verso gli agenti per «ricordare il sangue versato dagli immigrati respinti». Alla vernice addosso, polizia e carabinieri hanno reagito con una carica di alleggerimento verso i manifestanti. La carica è servita a disperderli, dopo che gli scudi e le divise sono state macchiate

“Perché la sinistra ha perso le elezioni?” Presentazione del libro alla Sapienza


Ricerche di studiosi delle Facoltà di Comunicazione e Sociologia, ma ovviamente anche il contributo di operatori dei media sono stati chiamati ad analizzare una delle domande più insidiose dell’aprile scorso.

Verrà presentato, infatti, 16 aprile alle ore 18.00, presso il Centro Congressi della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Roma Sapienza, il saggio “Perché la sinistra ha perso le elezioni?”.

Presentato dall’ Osservatorio Mediamonitor Politica della Facoltà di Scienze della Comunicazione e curato da Mario Morcellini e Michele Prospero, il testo apre il dibattito sui deficit strategici di comunicazione, sul peso della tv nel generare un clima di insicurezza e le proporzioni di quel tanto annunciato partito degli indecisi.

Interverranno al dibattito Massimo D’Alema, parlamentare nelle liste del Partito Democratico e presidente della Fondazione di cultura politica Italianieuropei, Bruno Tabacci, parlamentare nelle liste dell’Unione di Centro, Giovanni Valentini, giornalista de La Repubblica. Moderatore dell’incontro sarà Antonello Piroso, direttore del Tg La7.

Fotografia condivisa: Valle Giulia on Flickr


Ultimo giorno per visitare la mostra organizzata dalla Facoltà di Architettura Valle Giulia della Sapienza. Si tratta della prima mostra fotografica dedicata alle attività di Valle Giulia Flickr, il gruppo fotografico studentesco sviluppatosi attraverso la web-community Flickr e nato con l’obiettivo di divulgare e promuovere la Fotografia all’interno delle facoltà di architettura italiane.

Le fotografie contenute nell’allestimento sono state selezionate tra 5 aree tematiche: contest, world, details, tech ed astrazione.
La sezione Contest – per un totale di 28 fotografie – è dedicata al lavoro prodotto attraverso lo strumento delle competizioni fotografiche – i contest – promosse da Valle Giulia Flickr e dal blog Architettura in Progress. Gli argomenti affrontati dagli studenti nascono da esigenze didattiche e da tematiche collegate all’architettura, all’urbanistica ed al design, oltre che alla fotografia: si parte con l’Architettura di Viaggio per arrivare al la rappresentazione del quartiere dell’EUR, dei mercati rionali di Roma ed dei nonluoghi e superluoghi.
La sezione World contiene una selezione di 16 fotografie relative all’architettura nel mondo, vista sempre attraverso l’occhio e gli obiettivi degli studenti. Da Roma, verso Parigi, Barcellona, Amsterdam…
La sezione Details – 8 fotografie – si concentra sul dettaglio e sui materiali che formano l’Architettura. L’occhio fotografico ritaglia in questo caso gli elementi caratteristici degli edifici come opere autonome e distinte.
La sezione Astrazione riassume in altre 8 fotografie la formula: architettura > fotografia > astrazione geometrica. Fotografando l’architettura è possibile ottenere nuove forme, luci e colori ancor più evocative della realtà originaria.

Facoltà di Architettura Valle Giulia
Via Gramsci 53, Roma
Info: vgf.altervista.org

Aldo Moro protagonista del Martedì d’Autore alla Sapienza


Altro appuntamento per la rassegna “Martedì D’autore”. Aperta a tutti e tesa ad accorciare le distanze tra autori e lettori, il prossimo incontro si terrà alla Sapienza, il 31 marzo, presso il Centro Congressi della Facoltà di Scienze della Comunicazione.

Coordinato dal professore di Scienza politica, Michele Prospero, sarà possibile aprire un dialogo con gli autori dei due volumi che saranno presentati, trattanti il caso Aldo Moro.

Sembra che si abbia quasi paura oggi a parlare di Aldo Moro. Per fortuna c’è chi prova ancora a mettere insieme i fatti e testimonianze per rendere una lettura quanto meno vicino alla realtà di quella che è una delle pagine più cupe della storia italiana.

“Moro rapito! Personaggi. Testimonianza. Fatti” , scritto da Ivo Mej, da uno spaccato di ciò che è diventata l’informazione dopo il 16 marzo 1978. È la storia di un Italia rimasta con il fiato sospeso in quei due mesi, e che ha imparato a rimanere in apnea negli anni successivi.

L’altro volume che sarà presentato è “Doveva morire. Chi ha ucciso Aldo Moro. Il giudice dell’inchiesta racconta” . A raccontare è uno dei magistrati che più di altri ha lavorato sul caso Moro, Ferdinando Imposimato, e il giornalista Sandro Provvisionato. Rivelazioni decisive, retroscena, omissioni e depistaggi, chi sa ma finge di non sapere.

Non resta che ascoltare tutto dalle bocche degli autori. Martedì alle 19,30. Un occasione davvero interessante per far luce su uno dei più intricati misteri italiani.

Brunetta agli studenti dell’Onda: “Siete dei guerriglieri”

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Renato Brunetta va all’attacco verbale dell’Onda: “Sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri”. Il ministro per la Pubblica Amministrazione e Innovazione è intervenuto dopo gli scontri avvenuti ieri alla Sapienza di Roma tra i manifestanti del movimento studentesco e la polizia.

A chi gli faceva notare che la protesta sta crescendo nella scuola Brunetta ha replicato: “Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte dell’associazione Onda. Ma vedo anche che nelle votazioni degli organi di rappresentanti degli studenti, l’Onda non esiste.
Il ministro ha poi aggiunto: “Sono un democratico e credo molto di più al voto che alle azioni di guerriglia”. Nelle recenti elezioni degli studenti “l’Onda non l’ho vista – ha concluso- quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri”.

L’Unione degli Studenti chiede le dimissioni e le immediate scuse da parte di Brunetta. Secondo l’Uds un ministro della Repubblica “non dovrebbe mai permettersi di definire dei giovani che esprimono il loro pensiero come dei guerriglieri, da trattare come tali”.

“Ieri – prosegue l’associazione studentesca- c’è stata un’aggressione di cui gli studenti sono state vittime. Quella di Brunetta è una dichiarazione degna dei peggiori regimi sudamericani, dove gli studenti sono equiparati a terroristi. Già il presidente del Consiglio in autunno aveva provato a usare metodi repressivi, invocando la polizia nelle scuole pur di reprimere la protesta, ma aveva incontrato la netta ostilità di tutta la società tutta. Chiediamo le immediate scuse e le dimissioni del ministro Brunetta. Non ci lasceremo intimidire”.

Onda studentesca: scontri alla Sapienza

Image and video hosting by TinyPic Questa mattina è stata l’Onda ad essere travolta. Travolta dalle forze dell’ordine che vietavano al movimento studentesco di uscire dalla città universitaria ed unirsi alla Cgil in Piazza Santi Apostoli. Le forze dell’ordine hanno caricato gli studenti respingendoli all’interno dell’ateneo. I dimostranti hanno risposto con un lancio di oggetti, pietre e cestini di ferro.

Così lo sciopero contro i tagli all’istruzione operati dal Governo è finito nuovamente nel vortice della violenza. “A piazzale della Minerva abbiamo alzato le braccia pacificamente – racconta uno studente della facoltà di Scienze Politiche della Sapienza – e ci siamo accostati al cordone di polizia e carabinieri ma improvvisamente siamo stati caricati. Io sono caduto a terra e gli agenti mi hanno picchiato in quattro”.

Insieme a questo ragazzo, tanti altri studenti sono convinti a denunciare le forze dell’ordine per quello che è stato definito dai manifestanti “un attacco violento a studenti inermi”.

Gli scontri, infatti, sono stati alimentati ulteriormente dalla nuova legge che regolamenta i cortei nella capitale e prevede dei percorsi obbligatori in cui poter manifestare. Regole che valgono anche per chi si è rifiutato di firmare il Protocollo, tra cui i movimenti studenteschi.

A tal proposito il presidente del direttivo regionale del Lazio della Flc-Cgil Franco Gallerano ha dichiarato: “Il protocollo d’intesa sui cortei a Roma, firmato anche dalla Cgil, serviva per poter creare un tavolo di discussione che riducesse il disagio della città e aiutasse i cittadini, ma se viene utilizzato per massacrare gli studenti non serve più a nulla e può anche essere stracciato” (fonte Ansa).

La Rete degli Studenti condanna pesantemente gli episodi accaduti questa mattina alla Sapienza. “Il diritto di manifestare le proprie idee e opinioni – afferma in una nota – deve continuare a essere garantito, proprio dalle forze dell’ordine. Le regole con cui si scende in piazza sono una garanzia per la sicurezza e l’incolumità degli stessi manifestanti. Siamo pertanto a fianco di tutti quei manifestanti che in maniera pacifica continuano e continueranno a scendere in piazza nel rispetto delle regole democratiche”.

18 marzo, Roma: torna in piazza l’Onda

foto 527L’Onda, contro tutti quelli che si facevano domande sullo stato di salute del movimento, torna in piazza domani. Torna a prendere parola nel giorno dello sciopero di scuola e università indetto dalla Flc-Cgil per il 18 marzo. Si partirà alle 9 dal piazzale della Minerva della Sapienza.

“Il protocollo di restrizione dei percorsi dei cortei, firmato a Roma in questi giorni, insieme alla limitazione del diritto di sciopero, con ricadute pesantissime su chi proverà a bloccare la mobilità cittadina inceppando la produzione metropolitana – riferisce l’appello della Sapienza – non ci impedirà di tornare a praticare conflitto in forme selvagge e imprevedibili come ci avete visto fare in autunno”.

Caratterizzati da autonomia e irrapresentabilità, dagli albori le basi del movimento studentesco, l’Onda tornerà a bloccare la capitale. Anche se in questi mesi non è stata con le mani in mano, ma solo fuori dai riflettori: l’Onda Anomala è, infatti, un cantiere in pieno fermento tra assemblee, discussioni e “mareggiate” continue sul web.

Dopo l’approvazione della legge 133 e del dl 180, cioè la riforma Gelmini sull’università, si misurano i primi effetti. Ma tra i motivi della protesta c’è anche il ddl 116, meglio conosciuto come norma “ammazzaprecari”, che dev’essere approvato dal Senato entro marzo.

Nello stesso giorno sarà “in Onda” tutt’Italia: Torino, Palermo, Roma. E poi Padova, Napoli, Milano, Genova. Gli universitari ci saranno, insieme ai ricercatori e lavoratori precari degli atenei.

Sentiremo di nuovo quello slogan diventato ormai familiare.

“Noi la crisi non la paghiamo”.

“Martedì d’autore” alla Sapienza: tra(sgre)dire la verità

quotContinua la rassegna della Sapienza “Martedì d’autore”. Martedì 17 marzo, alle ore 19.30, presso il Centro Congressi della Facoltà di Scienze della Comunicazione, l’appuntamento sarà dedicato ad una serie di riflessioni sul giornalismo italiano.

Dibattiti, trasformazioni, paure ed errori del mondo del giornalismo saranno discussi da Vittorio Roidi che, presentando il suo libro “Cattive notizie”, traccerà delle linee chiarificatrici sui nodi più intricati a proposito di etica e responsabilità del giornalista nel comunicare le notizie al grande pubblico. Sottolineando il particolare ruolo che riveste l’etica giornalistica, Roidi punta il lavoro di correzione del giornalismo italiano, corrotto e influenzato da sempre, innanzitutto sulla questione morale del giornalista.

Interverranno all’incontro: Giovanni Ragone, professore di Sociologia dei processi culturali e comunicativi (Facoltà di Scienze Umanistiche – Sapienza Università di Roma), Roberto Natale, presidente della Fnsi; Roberto Martinelli, giornalista de “Il Messaggero”; Sergio Rizzo, giornalista del Corriere della Sera. Coordina Gloria Gabrielli, professoressa di Storia Contemporanea e della Comunicazione (Facoltà di Scienze della Comunicazione – Sapienza Università di Roma).

Nello scorso appuntamento erano stati presentati altri due libri: “I giovani e la fede” di Rita Dietrich, spaccato di un’Italia giovane che vuole credere nell’amore e nell’amicizia, e “Degenerazioni – Droga, padri e figli nell’Italia di Oggi” di Alessandro Barbano, analisi della reazione adulta alla trasgressione giovanile.

Il 3 marzo, invece, l’appuntamento con “Martedì d’autore” era stato dedicato alla comicità: Giobbe Covatta e Marco Marzocca avevano portato il loro background umoristico al servizio degli studenti di Scienze della Comunicazione e del corso in scrittura comica della SDA Scuola di Autori AICAB.