Bruno Vespa condannato per diffamazione per servizio sul delitto dell’Olgiata

Bruno VespaLa terza Corte d’Appello di Roma ha inflitto una multa di 1.000 euro ciascuno a Bruno Vespa e a Valentina Finetti per il servizio sul delitto dell’Olgiata andato in onda su “Porta a Porta” e ritenuto diffamatorio. La Finetti è stata condannata per aver firmato il pezzo, mentre Vespa perché non ha impedito, come responsabile del programma, che il servizio andasse in onda.

L’accusa di diffamazione è scaturita dal servizio andato in onda il 13 febbraio 2002 nel quale, tra l’altro, si accostava l’omicidio della contessa Alberica Filo Della Torre a “misteriosi conti miliardari, ad una relazione extraconiugale della vittima con un funzionario dei servizi segreti, ad un desiderio della vittima di divorziare, ai fondi neri del Sisde”. Inoltre si affermava che Pietro Mattei ”era stato sospettato dell’omicidio della moglie, ma scagionato grazie all’analisi del Dna”. Si parlava poi di accuse fatte a Mattei da Emilia Parisi (ritenuta l’amante del costruttore) omettendo di riferire che lei era stata poi condannata per diffamazione dello stesso Mattei.

La vicenda giudiziaria è iniziata già nel febbraio 2002 con la querela presentata con l’assistenza dell’avvocato Luigi Di Maio da Pietro Mattei, vedovo di Alberica Filo Della Torre, anche per conto dei figli minori Domitilla e Manfredi. Vespa e la Finetti erano già stati assolti in primo grado, sebbene il pubblico ministero avesse chiesto la condanna della Finetti a 1.000 euro di multa e di Vespa a 6 mesi di reclusione e 500 euro di multa. Ora in appello la Corte presieduta da Franco Testa ha ribaltato la sentenza condannando i due imputati come richiesto dal procuratore generale Elio Costa.