Al teatro dell’Opera di Roma, in scena I Pagliacci di Leoncavallo


Nuovo titolo in cartellone all’Opera: i “Pagliacci” di Leoncavallo, caposaldo del verismo musicale italiano, prima rappresentazione nel 1892 a Milano. Tradizionalmente abbinata ad un altro melodramma breve, ugualmente fondamentale per quell’epoca – la “Cavalleria rusticana” di Mascagni –, stavolta va in scena preceduta da brani sinfonici dello stesso Mascagni.

I “Pagliacci” sono all’Opera di Roma dal 19 al 27 maggio, con sette repliche dopo la prima. Sul podio Gianluigi Gelmetti. L’edizione è quella dello scorso febbraio al Maggio Musicale Fiorentino, con la regia di Zeffirelli (che in questo caso si discosta dal dettato filologico e fa arrivare in camper la compagnia di attori e saltimbanchi) e i sontuosi costumi di Raimonda Gaetani.

Di prima classe il cast vocale, con Myrtò Papatanasìou nel ruolo di Nedda-Colombina (in alternanza con Susanna Branchini e Mina Yamazaki) e Stuart Neill / Renzo Zulian in quello di Canio.

“Pagliacci”, dramma della gelosia a fosche tinte (ma pure dramma psicologico sul senso di inferiorità dell’amante non riamato), sta tutto nella tradizione post-verdiana del ‘teatro per il teatro’, della potenza rappresentativa scorciata e asciutta, senza badar troppo a sottigliezze di armonia e orchestrazione. Fu uno dei cavalli di battaglia di Enrico Caruso, che con la sua interpretazione del Prologo (“Vesti la giubba”) non cessa ancora oggi di fare scuola.

Per saperne di più, www.operaroma.it.

“Futurismo. Avanguardia avanguardie”. A Roma da 20 febbraio al 24 maggio

statid'animoDal 20 febbraio al 24 maggio, la mostra «Futurismo. Avanguardia avanguardie» si è spostata dal Centre Pompidou di Parigi alle nostre Scuderie del Quirinale.

La mostra, concentrata sui primi anni «eroici» del futurismo può vantare diverse opere di capitale importanza: dal folgorante trittico degli «Stati d’animo» di Boccioni ai «Funerali dell’anarchico Galli» di Carrà, dalla «Bambina che corre sul balcone» di Balla ad alcune strepitose opere di Luigi Russolo, la vera sorpresa dell’esposizione con «La rivolta» e «Ricordi di una notte», entrambe del 1911.

L’esposizione delle Scuderie del Quirinale riunirà un notevole numero di opere del primo periodo storico del Futurismo, a scandire un percorso attorno a un nucleo centrale costituito dalla ricostruzione filologica della celebre mostra futurista tenutasi a Parigi presso la Galleria Bernheim-Jeune nel febbraio del 1912. Periodo che rappresenta, tra l’altro, la fase più esplosiva del movimento marinettiano, piena di vitalismo e di slancio, che meritava quindi la massima attenzione.

All’epoca la mostra suscitò grande clamore, soprattutto per il contrasto evidente con tutto quanto in quel periodo si andava creando in campo artistico. In brevissimo tempo, infatti, l’idea di ‘velocità’ e di ‘dinamismo’ si diffuse internazionalmente, contribuendo a riformulare il linguaggio dell’arte secondo una visione decisamente moderna.

È previsto un programma fitto di appuntamenti: quattro notti di jazz ispirate alla musica e alla cultura futuriste e ancora musica, arte, cinema, dibattiti e convegni. Verranno coinvolti anche grandi istituzioni come ad esempio il Teatro dell’Opera dove è in programma, dal 7 al 10 maggio, lo spettacolo “Il Futurismo the bad boys of piano”. La poesia futurista è invece riproposta da uno spettacolo di Maurizio Costanzo ed Enrico Vaime: “Il poeta straniero, ovvero Straniero Ugo”, al teatro Brancaccio il 18 e il 19 aprile.

Orario: da domenica a giovedì dalle 10.00 alle 20.00
venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30
L’ingresso è consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura

Biglietti: Intero € 10,00
Ridotto € 7,50
Scolaresche € 4,00 per studente (esclusi i festivi)
Per i gruppi e le scolaresche la prenotazione è obbligatoria
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Teatro dell’Opera: La Bella Addormentata con Carla Fracci.

la_bella_addormentata_nel_bosco_img_spettacolo_orizDal 10 al 22 febbraio all’Opera di Roma ritorna il balletto fiabesco “La bella addormentata nel bosco” con la musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij e le coreografie di Marius Petipa. Sul podio il maestro Marzio Conti dirigera’ l’orchestra del Teatro.
Ad un cast di interpreti di fame internazionale, si aggiunge Carla Fracci, qui nel ruolo della Fata Carabosse. Leggi tutto »

L’Aida di Giuseppe Verdi inaugura la Stagione 2009 del Teatro dell’Opera di Roma.

img_1548_aidaMartedì 20 gennaio il Teatro dell’Opera di Roma ha inaugurato la Stagione 2009 con l’Aida di Giuseppe Verdi diretta dal maestro Daniel Oren.
La regia e’ stata affidata all’americano Bob Wilson, che ritorna al Teatro dell’Opera dopo venticinque anni dal suo debutto.
Molta attesa c’era per questa rappresentazione, soprattutto dopo le dichiarazioni sull’allestimento minimalista dell’opera. Infatti, Wilson sottrae la patina del gigantismo per fare dei diversi elementi visivi il supporto della musica verdiana. Leggi tutto »

Carla Fracci ed i balletti russi all’Opera di Roma.

diaghilev_musagete_img_spettacolo_oriz.jpg”Diaghilev Musagete, Venezia agosto 1929” e’ lo spettacolo che apre la stagione 2009 di balletto del teatro dell’Opera di Roma.
Lo spettacolo, che andra’ in scena dal 13 al 18 al Teatro Nazionale, per la regia di Beppe Menegatti, portera’ in scena Vladimir Vassiliev, Carla Fracci con Alessandro Molin e Giuseppe Picone.
Lo spettacolo e’ dedicato a Diaghilev Musagete, impresario russo famoso per aver fondato i Balletti russi (Ballets Russes) da cui presero il via le carriere artistiche di molti famosi ballerini e coreografi, nonché del geniale compositore russo Igor Stravinskij. Leggi tutto »

Bruno Vespa nel cda dell’Opera di Roma

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Dopo le dimissioni di Ennio Morricone dal consiglio di amministrazione del Teatro dell’Opera di Roma era difficile pensare a chi sarebbe stato in grado di sostituirlo. Ed è infatti accolta con grandissima sorpresa la nomina di Bruno Vespa, noto giornalista televisivo, a consigliere della Fondazione.
Una nomina voluta dal ministro per i beni culturali Sandro Bondi in persona, che ha indicato Vespa come rappresentante delle istituzioni. Un nome che lascia tutti senza parole, che attira da subito aspre critiche, e che causa pure un’interrogazione parlamentare da parte del gruppo del partito democratico.
Scegliere Vespa come consigliere è più una manovra d’immagine che un riconoscimento di competenza, è una decisione figlia di un modo tutto italiano di interpretare le cariche politiche e statali.
Ma intanto il gruppo del Pdl difende la scelta a spada tratta, considerando il giornalista un importante supporto dal punto di vista della comunicazione, e una pedina utile per imporsi in campo internazionale.
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