Al teatro dell’Opera di Roma, in scena I Pagliacci di Leoncavallo

Nuovo titolo in cartellone all’Opera: i “Pagliacci” di Leoncavallo, caposaldo del verismo musicale italiano, prima rappresentazione nel 1892 a Milano. Tradizionalmente abbinata ad un altro melodramma breve, ugualmente fondamentale per quell’epoca – la “Cavalleria rusticana” di Mascagni –, stavolta va in scena preceduta da brani sinfonici dello stesso Mascagni.
I “Pagliacci” sono all’Opera di Roma dal 19 al 27 maggio, con sette repliche dopo la prima. Sul podio Gianluigi Gelmetti. L’edizione è quella dello scorso febbraio al Maggio Musicale Fiorentino, con la regia di Zeffirelli (che in questo caso si discosta dal dettato filologico e fa arrivare in camper la compagnia di attori e saltimbanchi) e i sontuosi costumi di Raimonda Gaetani.
Di prima classe il cast vocale, con Myrtò Papatanasìou nel ruolo di Nedda-Colombina (in alternanza con Susanna Branchini e Mina Yamazaki) e Stuart Neill / Renzo Zulian in quello di Canio.
“Pagliacci”, dramma della gelosia a fosche tinte (ma pure dramma psicologico sul senso di inferiorità dell’amante non riamato), sta tutto nella tradizione post-verdiana del ‘teatro per il teatro’, della potenza rappresentativa scorciata e asciutta, senza badar troppo a sottigliezze di armonia e orchestrazione. Fu uno dei cavalli di battaglia di Enrico Caruso, che con la sua interpretazione del Prologo (“Vesti la giubba”) non cessa ancora oggi di fare scuola.
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