Ancora scontri anti G8 in una Roma blindata.

Ieri, 7 luglio, sono stati fermati 36 manifestanti anti G8. Fra questi ci sono otto stranieri (un polacco, un francese, due tedeschi e quattro svedesi). Otto gli arresti in merito all’inchiesta della procura di Roma sui disordini avvenuti in mattinata che si sono trascinati in una scia di tensione fino alla manifestazione No G8 in una blindatissima piazza Barberini. I blitz no global sono iniziati poco prima delle dieci con il blocco dello svincolo della Roma-L’Aquila a San Lorenzo, poi gli scontri contro le forze dell’ordine sono avvenute a Piazzale Ostiense e all’Universita’ La Sapienza. Leggi tutto »

Gheddafi alla Sapienza di Roma, fischi e scontri

Si è concluso fra fischi e applausi l’intervento del leader libico Muammar Gheddafi nell’Aula Magna della Sapienza di Roma: al termine del discorso, dopo che diversi studenti e docenti avevano fatto domande e ricevute risposte dal leader libico, un gruppo di studenti del movimento di contestazione ’l’Onda’ ha cercato di intervenire a sua volta leggendo una domanda-dichiarazione dalla platea dell’aula magna. Il servizio d’ordine li ha rapidamente messi a tacere sottraendo loro il microfono, mentre veniva impedito anche ai giornalisti di alzarsi per osservare meglio dalla galleria l’accaduto. Poco dopo, al termine della cerimonia, gli studenti dell’Onda hanno cercato nuovamente di parlare ma sono stati sopraffatti da applausi e fischi provenienti dalle prime file della platea mentre Gheddafi, vestito con abito bianco indossato su una camicia verde si congedava lanciando baci e ringraziamenti alla platea.

«Volevo solo portare le parole dell’Onda e della Sapienza. Il microfono non mi è stato tolto, me l’hanno semplicemente spento e poi sono uscita da sola». Queste le parole di Silvana, la studentessa dell’Onda a cui è stato spento il microfono. «Le domande sono già organizzate, non c’è stata per tutti la possibilità di farne – ha aggiunto Silvana – la nostra era una manifestazione pacifica, volevamo solo far sentire la nostra voce». Secondo quanto hanno riferito altri studenti dell’Onda, le prime domande rivolte a Gheddafi «erano già state concordate». Durante le domande rivolte al colonnello da alcuni presenti nella platea, un signore si era alzato urlando al leader libico: «Ci sono gravi condizioni nelle carceri libiche, questo è incompatibile con quello che ha detto durante il suo intervento di poco fa». Gheddafi aveva risposto: «Stimo moltissimo voi che avete sollevato il problema dei diritti».

Fuori dall’Ateneo numerosi sono stati gli scontri degli studenti con la polizia. Lacrimogeni, calci, lancio di transenne tra i ragazzi dell’Onda e le forze dell’Ordine schierate con scudi e manganelli. E gli studenti hanno lanciato secchi di vernice rossa e palloncini ripieni della stessa vernice verso gli agenti per «ricordare il sangue versato dagli immigrati respinti». Alla vernice addosso, polizia e carabinieri hanno reagito con una carica di alleggerimento verso i manifestanti. La carica è servita a disperderli, dopo che gli scudi e le divise sono state macchiate

Roma, al via il corteo anti-G8 con alcuni tafferugli

La riunione tra i ministri dell’Interno e quello della Giustizia in previsione del G8 de L’Aquila è terminata questa mattina a Roma. Nel pomeriggio, invece il corte che si svolge da Porta Maggiore a Piazza Navona contro il vertice ma anche contro il pacchetto sicurezza del governo, è stato teatro di leggeri tafferugli.

Partito alle 16.15 il corteo anti G8 avrebbe dovuto svolgersi alle 15 ma si è composto lentamente. Non più di duemila le persone, contro le diecimila che si attendevano. Cinque ragazzi sono stati fermati in via Buonarroti, dopo lievi tafferugli, ma subito rilasciati dalla Questura dopo identificazione. Si tratta di esponenti di sinistra inizialmente scambiati per esponenti della rete “Rash”, gruppo antifascista europeo. Avevano tirato alcune uova e attirato l’attenzione prendendo a calci alcune automobili.

Sono circa 3mila gli agenti e carabinieri dislocati lungo il percor­so per prevenire le azioni del «black bloc». Molti commercianti di via di Porta Maggiore e di via Principe Amedeo hanno abbassato le saracinesche dei loro negozi al passaggio della manifestazione temendo scontri.

«Diritti di cittadinanza globale contro il G8 della crisi e del razzismo» è quello che si legge su un grande striscione che apre la sfilata. Su un grande camion altri slogan: «siamo tutti clandestini», «per una cittadinanza globale, contro la crisi e il razzismo». E fra i manifestanti: «Mandare indietro i barconi è indice di razzismo» oppure «siamo qui solo per affermare i diritti e la libertà di tutti i cittadini, che siano italiani, stranieri, immigrati di prima o seconda generazione».

C’è anche una delegazione che viene da Castelvolturno nel corteo contro il G8 e contro le polemiche dell’immigrazione del governo in corso a Roma. Castelvolturno è uno dei luoghi simbolo dell’immigrazione clandestina, territorio di reclutamento della camorra e dello spaccio di droga. Omar, nigeriano-campano, lancia dal corteo la propria idea: permesso di soggiorno per tutti, valido per un anno, poi se uno trova lavoro rimane altrimenti viene mandato via.

Brunetta agli studenti dell’Onda: “Siete dei guerriglieri”

brunetta

Renato Brunetta va all’attacco verbale dell’Onda: “Sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri”. Il ministro per la Pubblica Amministrazione e Innovazione è intervenuto dopo gli scontri avvenuti ieri alla Sapienza di Roma tra i manifestanti del movimento studentesco e la polizia.

A chi gli faceva notare che la protesta sta crescendo nella scuola Brunetta ha replicato: “Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte dell’associazione Onda. Ma vedo anche che nelle votazioni degli organi di rappresentanti degli studenti, l’Onda non esiste.
Il ministro ha poi aggiunto: “Sono un democratico e credo molto di più al voto che alle azioni di guerriglia”. Nelle recenti elezioni degli studenti “l’Onda non l’ho vista – ha concluso- quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri”.

L’Unione degli Studenti chiede le dimissioni e le immediate scuse da parte di Brunetta. Secondo l’Uds un ministro della Repubblica “non dovrebbe mai permettersi di definire dei giovani che esprimono il loro pensiero come dei guerriglieri, da trattare come tali”.

“Ieri – prosegue l’associazione studentesca- c’è stata un’aggressione di cui gli studenti sono state vittime. Quella di Brunetta è una dichiarazione degna dei peggiori regimi sudamericani, dove gli studenti sono equiparati a terroristi. Già il presidente del Consiglio in autunno aveva provato a usare metodi repressivi, invocando la polizia nelle scuole pur di reprimere la protesta, ma aveva incontrato la netta ostilità di tutta la società tutta. Chiediamo le immediate scuse e le dimissioni del ministro Brunetta. Non ci lasceremo intimidire”.

Onda studentesca: scontri alla Sapienza

Image and video hosting by TinyPic Questa mattina è stata l’Onda ad essere travolta. Travolta dalle forze dell’ordine che vietavano al movimento studentesco di uscire dalla città universitaria ed unirsi alla Cgil in Piazza Santi Apostoli. Le forze dell’ordine hanno caricato gli studenti respingendoli all’interno dell’ateneo. I dimostranti hanno risposto con un lancio di oggetti, pietre e cestini di ferro.

Così lo sciopero contro i tagli all’istruzione operati dal Governo è finito nuovamente nel vortice della violenza. “A piazzale della Minerva abbiamo alzato le braccia pacificamente – racconta uno studente della facoltà di Scienze Politiche della Sapienza – e ci siamo accostati al cordone di polizia e carabinieri ma improvvisamente siamo stati caricati. Io sono caduto a terra e gli agenti mi hanno picchiato in quattro”.

Insieme a questo ragazzo, tanti altri studenti sono convinti a denunciare le forze dell’ordine per quello che è stato definito dai manifestanti “un attacco violento a studenti inermi”.

Gli scontri, infatti, sono stati alimentati ulteriormente dalla nuova legge che regolamenta i cortei nella capitale e prevede dei percorsi obbligatori in cui poter manifestare. Regole che valgono anche per chi si è rifiutato di firmare il Protocollo, tra cui i movimenti studenteschi.

A tal proposito il presidente del direttivo regionale del Lazio della Flc-Cgil Franco Gallerano ha dichiarato: “Il protocollo d’intesa sui cortei a Roma, firmato anche dalla Cgil, serviva per poter creare un tavolo di discussione che riducesse il disagio della città e aiutasse i cittadini, ma se viene utilizzato per massacrare gli studenti non serve più a nulla e può anche essere stracciato” (fonte Ansa).

La Rete degli Studenti condanna pesantemente gli episodi accaduti questa mattina alla Sapienza. “Il diritto di manifestare le proprie idee e opinioni – afferma in una nota – deve continuare a essere garantito, proprio dalle forze dell’ordine. Le regole con cui si scende in piazza sono una garanzia per la sicurezza e l’incolumità degli stessi manifestanti. Siamo pertanto a fianco di tutti quei manifestanti che in maniera pacifica continuano e continueranno a scendere in piazza nel rispetto delle regole democratiche”.

Minacce da ultrà di destra a “Chi l’ha visto?”

scontripiazzanavonaMinacce di ritorsione sono giunte nella mattinata di oggi alla redazione di “Chi l’ha visto?” dopo il servizio di ieri sera in cui venivano mostrate immagini inedite dell’aggressione ad un gruppo di giovani in piazza Navona, mercoledì scorso, durante la manifestazione studentesca contro la riforma della scuola.
“Abbiamo visto la vostra trasmissione dove chiedete nome, cognome e indirizzi di chi è stato fotografato. Noi faremo lo stesso con tutti voi: chi ha visto voi; chi lavora con voi; dove abitate, e poi verremo sotto le vostre case”. Queste le parole pronunciate dall’altra parte del telefono alla redazione della trasmissione, anche se i giornalisti negano di aver mai chiesto aiuto ai telespettatori per l’identificazione dei giovani mostrati nel video.
intanto ieri notte una trentina di ultrà di destra, con il viso coperto da passamontagna hanno scavalcato i cancelli della sede rai di via Teulada, lanciando uova marce contro le pareti. Sono fuggiti prima che arrivasse la Polizia, ma stamane, telefonate di rivendicazione e minaccia a nome di Forza Nuova.
Netta la posizione sugli episodi di Paolo Ruffini, direttore di Raitre.”Noi possiamo solo dire che non ci lasceremo spaventare, e che continueremo a fare il nostro lavoro. Come ogni giorno”.

Corteo a Roma, scontri

Mostriamo alcuni video degli scontri fra studenti e polizia a Roma, del corteo di oggi