Roma per la storia: cercasi storie sui prigionieri di guerra di Kew


Ci sono ancora ex militari italiani che sono stati nel campo per prigionieri di guerra di Kew tra il 1940 e il 1945? O, più semplicemente, familiari di ex prigionieri che hanno ascoltato dai loro parenti testimonianze su quel campo e sulla vita che vi si conduceva? Nel caso, c’è la possibilità di far conoscere il proprio piccolo tesoro di memoria storica, inserendolo in un circuito più ampio.

I National Archives del Regno Unito, in collaborazione con due associazioni locali (Kew Society e Local History Society), hanno lanciato un appello: chiunque conservi memorie di quel luogo, negli anni di guerra, si faccia avanti.

Le storie non possono mancare: il campo di prigionia di Kew (dove oggi hanno sede gli Archivi Nazionali del Regno Unito) fu un collettore di vicende umane, tra prigionieri italiani e soldati americani che controllavano il campo. Il villaggio di Kew, nella contea del Surrey a circa sedici chilometri da Londra, divenne un microcosmo, un crocevia dove molti militari italiani (almeno duemila) e abitanti del luogo entrarono in contatto e si crearono rapporti, comprese amicizie, fidanzamenti e matrimoni.

Roma, per parte sua, aderisce volentieri all’appello dei National Archives e lo rivolge ai cittadini: chiunque conservi ricordi di Kew si metta in contatto con noi, inviando un’e-mail a segreteriaufficiostampa@comune.roma.it (nell’oggetto indicare: campo di prigionia di Kew). Le segnalazioni verranno inoltrate ai promotori dell’iniziativa.