Questa mattina è stata l’Onda ad essere travolta. Travolta dalle forze dell’ordine che vietavano al movimento studentesco di uscire dalla città universitaria ed unirsi alla Cgil in Piazza Santi Apostoli. Le forze dell’ordine hanno caricato gli studenti respingendoli all’interno dell’ateneo. I dimostranti hanno risposto con un lancio di oggetti, pietre e cestini di ferro.
Così lo sciopero contro i tagli all’istruzione operati dal Governo è finito nuovamente nel vortice della violenza. “A piazzale della Minerva abbiamo alzato le braccia pacificamente – racconta uno studente della facoltà di Scienze Politiche della Sapienza – e ci siamo accostati al cordone di polizia e carabinieri ma improvvisamente siamo stati caricati. Io sono caduto a terra e gli agenti mi hanno picchiato in quattro”.
Insieme a questo ragazzo, tanti altri studenti sono convinti a denunciare le forze dell’ordine per quello che è stato definito dai manifestanti “un attacco violento a studenti inermi”.
Gli scontri, infatti, sono stati alimentati ulteriormente dalla nuova legge che regolamenta i cortei nella capitale e prevede dei percorsi obbligatori in cui poter manifestare. Regole che valgono anche per chi si è rifiutato di firmare il Protocollo, tra cui i movimenti studenteschi.
A tal proposito il presidente del direttivo regionale del Lazio della Flc-Cgil Franco Gallerano ha dichiarato: “Il protocollo d’intesa sui cortei a Roma, firmato anche dalla Cgil, serviva per poter creare un tavolo di discussione che riducesse il disagio della città e aiutasse i cittadini, ma se viene utilizzato per massacrare gli studenti non serve più a nulla e può anche essere stracciato” (fonte Ansa).
La Rete degli Studenti condanna pesantemente gli episodi accaduti questa mattina alla Sapienza. “Il diritto di manifestare le proprie idee e opinioni – afferma in una nota – deve continuare a essere garantito, proprio dalle forze dell’ordine. Le regole con cui si scende in piazza sono una garanzia per la sicurezza e l’incolumità degli stessi manifestanti. Siamo pertanto a fianco di tutti quei manifestanti che in maniera pacifica continuano e continueranno a scendere in piazza nel rispetto delle regole democratiche”.