Roma, allarme omofobia: sasso in fiamme contro il “Qube”

A Roma nuovo atto intimidatorio contro il Qube, la discoteca di Portonaccio, uno dei simboli della comunità glbt (gay e lesbica). Ieri, poco prima delle 7, è stato lanciato un sasso in fiamme contro la serranda del locale. La procura di Roma ha aperto un fascicolo processuale sull’attentato incendiario.

Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, la benzina andata a fuoco che ha annerito il portone del locale è stata versata da una bottiglia da un litro e mezzo e non lanciata, come era stata avanzato in una prima ipotesi. Gli investigatori dell’Arma, dopo i primi rilievi scientifici e l’ascolto del testimone che ha avvertito il 112, hanno quindi escluso il lancio della molotov ma lasciato come unica ipotesi quella dell’attentato incendiario.

Sarebbero state due le persone che, con il volto coperto dai caschi, hanno dato fuoco al liquido infiammabile versato davanti al locale. I carabinieri accanto alla bottiglia vuota rimasta per terra hanno anche trovato un sasso piuttosto grande ed alcune lesioni sul vetro all’ingresso del Cube. Questo farebbe ipotizzare che probabilmente i due hanno prima tentato di sfondare il vetro cercando di versare il liquido infiammabile all’interno del locale. Ma questa ipotesi deve essere ancora suffragata da ulteriori accertamenti.

Sei gay?! Mi spiace non posso affittarti la stanza.

Vita dura per i gay della capitale in cerca di un posto letto. Il giornalista Francesco Palese di Retesole (Ideatore e conduttore della trasmissione “L’Altra inchiesta – Tutti i giovedì alle 20.30) ha chiamato a caso tra gli annunci di offerte immobiliari, proponendosi come un professionista alla ricerca di un alloggio. Dall’altra parte del ricevitore voci distese e proprietari disponibili finché, simulando un eccesso di scrupolo, il potenziale inquilino dichiarava il proprio orientamento sessuale. A quel punto la conversazione iniziava ad inciampare: colpi di tosse, giri di parole, esclamazioni di stupore: “Oddio!” – “aaah” – “ah, ahahah, vabbé”. Difficoltà impreviste sorgevano ad impedire la conclusione dell’affare: “sa com’é?! una palazzina piccola, qua si conoscono tutti” – “perché vabbè. perché no va bene”. Ed alla fine sempre lo stesso risultato: “mi dispiace, buona fortuna”.

Gay Help Line: numero verde per lesbiche, gay, trans e bisex

gaylinePresentata in questi giorni la nuova campagna di comunicazione di Gay Help Line 800 713 713, il numero verde gratuito per lesbiche, gay, trans e bisex.

Gay Help Line è il contact center antiomofobia e antitransfobia per persone gay, lesbiche e trans del Comune di Roma con la Regione Lazio e la Provincia di Roma, gestito da Arcigay Roma, CGIL Roma e Lazio – Ufficio Nuovi Diritti, NPS – Network Persone Sieropositive con Arcilesbica Roma, Cittadinanzattiva, Tribunale per i Diritti del Malato, Medicina Solidale, GayNet.

Il progetto offre sostegno sostegno, informazioni o riferimenti per categorie potenzialmente discriminate nella vita di tutti i giorni
Fornisce consulenza gratuita per abusi subiti a causa dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere.

Il servizio funziona anche come centro informazioni sulle malattie sessualmente trasmissibili e, soprattutto permette di entrare in contatto con le realtà gay, lesbiche e trans della tua città a quelle persone che non riescono a vivere serenamente la propria condizione.

Gay Help Line fornisce i seguenti servizi:
- call center gratuito da tutta Italia e da tutti i telefoni, fissi e cellulari.
- consulenza psicologica gratuita
- consulenza legale gratuita
- consulenza medica gratuita
- informazioni via web, sms o chat
- confronto e sostegno online, via chat
- confronto con gruppi di aggregazione per gay, lesbiche e trans

La linea è attiva il Lunedì, Mercoledì, Giovedì e il Sabato dalle 16.00 alle 20.00