Roma, due milioni di euro per eliminare le barriere architettoniche

La Giunta comunale di Roma ha approvato la delibera per la localizzazione di interventi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche stradali, oltre alla creazione di servizi connessi al miglioramento della vita delle persone disabili.

Gli interventi, per un importo pari a 2 milioni di euro, finanziati con il contributo statale di Roma Capitale, sono volti a completare ed integrare percorsi già esistenti. Sono state programmate 11 aree di intervento :
• Scivoli in via F. Storelli, n. 52
• Scivoli e percorso in via Quattro Fontane
• Scivoli ed adeguamento incrocio stradale via di Vigna Murata, intersezione con via Laurentina
n. 760
• Realizzazione scivolo e costruzione via Beethoven – via Chopin
• Scivoli in viale dei Colli Portuensi
• Scivoli in via Casilin, n. 114
• Scivolo e adeguamento marciapiede in via Pestalozzi – via Pendola
• Costruzione scivolo e parapedonali Liceo in Lungotevere dei Tebaldi n. 17
• Percorso e costruzione di scivoli in via Renato Fucini

“L’individuazione delle aree – ha spiegato l’assessore al lavori pubblici, Ghera – è stata programmata in collaborazione con i Municipi sulla base delle segnalazione pervenute, alle quali se ne aggiungeranno successivamente delle altre. Con il Delegato alla Disabilità Antonio Guidi abbiamo lavorato insieme al progetto con l’intento di selezionare una prima tranche di interventi prioritari di maggior interesse pubblico che presentano barriere architettoniche da eliminare, per poi intervenire su tutto il territorio comunale.”

Roma, la prima banca dati per i lavoratori disabili

E’ nata la prima banca dati per i lavoratori disabili, presso il Centro di Formazione Professionale del Comune di Roma. Una ‘piattaforma’ informatica che permette di rilevare e aggiornare periodicamente il percorso formativo degli allievi, consentendo agli operatori di seguire il PFI – Piano Formativo Individualizzato – del disabile non solo durante il periodo di formazione, ma anche dopo il conseguimento del diploma.

I PFI, come previsto dalla legge 104/92, saranno aggiornati continuamente e controllati ogni trimestre. I dati inseriti nella banca sono protetti dal diritto alla privacy: per visionarli, dunque, è necessaria una chiave d’accesso che sarà consegnata solo agli operatori autorizzati. Su richiesta, tutti i centri di formazione dove si svolgono corsi per disabili potranno collegarsi alla banca dati – il cui scopo è anche ottenere un avviamento al lavoro più veloce e rispondente alle capacità individuali -.

“La banca dati per i disabili, la prima in Italia, è un fiore all’occhiello dell’Amministrazione Comunale ed è uno strumento valido a risolvere le problematiche legate alle pari opportunità nel mondo del lavoro”. Lo ha dichiarato l’assessore al lavoro Bordoni. “Le persone disabili”, prosegue Bordoni, “possono usufruire di un servizio personalizzato di orientamento e inserimento nel mondo professionale, con una forte riduzione dei rischi di dispersione delle competenze”. Si ottiene così un “percorso formativo cucito su misura”, tale da soddisfare gli speciali bisogni degli allievi e le esigenze, per aziende ed enti, di avere personale qualificato.

Impianti sportivi e accessibilità per i disabili, il punto in Campidoglio


Lo stato di salute dell’impiantistica sportiva romana, il grado di accessibilità delle strutture esistenti, i futuri, buoni esempi ancora da costruire. Sono stati questi i temi affrontati stamattina, in Campidoglio, in occasione dell’incontro ”Roma per lo sport, impiantistica e mobilità sociale”, evento organizzato dal Comune di Roma con la collaborazione del CIP, ASI e TOYOTA Motor Italia.

Presenti all’appuntamento Alessandro Cochi, Delegato allo Sport del Comune di Roma, Luca Pancalli, Presidente del CIP, Claudio Barbaro, Presidente di Alleanza Sportiva Italiana e Giovanni Naldoni, Responsabile del Settore Responsabilità Sociale Toyota.

“E’ necessario incentivare l’utilizzo degli impianti sportivi – ha dichiarato Alessandro Cochi – questo affinché Roma non si identifichi solo come capitale politica ma assuma quella caratteristica di vera capitale dello sport. Per fare questo, però, occorre puntare sullo sport di base”.

“Il 2009 è un anno magico per lo sport della nostra città – ha ricordato Luca Pancalli, Presidente del Comitato Italiano Paralimpico – per i tanti eventi che Roma è stata chiamata ad ospitare, dal Sei Nazioni di rugby ai Mondiali di nuoto e baseball, passando per la finale di Champions League e gli Internazionali di tennis. Manifestazioni che hanno ribadito la necessità di intervenire profondamente nel campo dell’impiantistica sportiva. Roma deve tornare ad essere una vera “Capitale dello Sport”, recuperando in fretta la sua vocazione olimpica e paralimpica”.

Così Claudio Barbaro: “Bisogna creare un unicum, nello sport: per realizzare tale obiettivo bisogna puntare sulla piena assimilazione tra persone disabili e normodotate, attenuando, allo stesso tempo, le troppe differenze ancora esistenti tra lo sport di vertice e quello di base. La speranza, pertanto, è quella di fissare un punto di partenza e disegnare un percorso di collaborazione tra il Comune e noi. Per ottenere tutto ciò sarà fondamentale sarà l’aiuto dei tecnici”.

La presenza di Toyota, partner ormai da 3 anni del Comitato Paralimpico, di cui ha sposato i valori, puntando sulla mobilità sociale e sulla sicurezza del trasporto, ha sottolineato la stretta sinergia tra l’Azienda ed il CIP, cui è stata consegnata, simbolicamente, la chiave degli ultimi 6 pulmini (totale n. 18) messi a disposizione dello sport paralimpico.

Dal Comune di Roma novità per i parcheggi riservati ai disabili


Criteri oggettivi di valutazione e abbattimento dei tempi per il rilascio dei contrassegni per i parcheggi riservati ai disabili: queste le novità approvate dal Consiglio comunale con una delibera, proposta dall’assessorato alle Politiche sociali, che modifica e integra il Regolamento comunale per l’assegnazione dei contrassegni per gli spazi sosta per disabili.

Le commissioni preposte a ricevere e valutare le richieste di assegnazione passano da una a cinque, una per ogni distretto capitolino; ogni commissione – costituita da un presidente, un medico legale della Asl di riferimento, un rappresentante dell’Ufficio Interdisciplinare Traffico e Segnaletica (U.T.I.S.) del Municipio, un rappresentante della Consulta municipale sui problemi dell’handicap – dura in carica due anni e si riunisce ogni settimana.

Tempi di rilascio: ad oggi si esamina una media di 25-30 pratiche ogni settimana. Con la moltiplicazione delle commissioni, si arriverà ad esaminarne circa 150 a settimana e quindi ad azzerare le liste d’attesa in pochi mesi.

Criteri di valutazione delle domande. Con la delibera sono stati individuati tre criteri di valutazione ai quali le commissioni devono attenersi nell’esame dei casi di particolare rilevanza: 1- persone con patologie gravi che compromettano fortemente la normale mobilità e l’uso di mezzi pubblici di trasporto; 2- persone con disabilità intellettiva che non renda possibile l’uso di mezzi di trasporto pubblico e che non possano essere lasciate sole; 3- persone con capacità di deambulazione permanentemente ridotta, non abilitate alla guida e che necessitino di essere trasportate con frequenza nel corso della settimana, in relazione ad attività lavorative, studio o sanitarie dimostrate.

“Una volta a regime, il nuovo regolamento consentirà l’azzeramento delle liste d’attesa e una maggiore trasparenza nei criteri di valutazione delle domande, che prima erano lasciati alla discrezionalità della commissione. Inoltre, la dislocazione delle commissioni nei 5 distretti Asl permetterà ai cittadini di accedere più facilmente agli sportelli e, dunque, di avere informazioni nel minor tempo possibile sullo stato di valutazione della propria pratica”, ha dichiarato l’assessore alle Politiche sociali Sveva Belviso.

Mappa dell fermate dei bus inavvicinabili ai disabili

largo chigi a roma Vittorio Ceradini, docente di consolidamento alla Facoltà di Architettura dell’Università di Reggio Calabria sta lavorando a un piano dettagliato che presenterà al municipio del centro storico di Roma segnalando con una mappa completa le fermate dell’autobus che risultano inaccessibili ai disabili. Fra queste anche quelle di Largo Chigi, di fronte alla Rinascente, di via del Plebiscito (a causa dei marciapiedi molto alti) e di Via Cernaia dove il passeggero che scende dall’autobus si ritrova addirittura in mezzo alla carreggiata.

Il professore fa parte della consulta dell’handicap in centro storico e avendo una persona disabile in famiglia sa bene quali sono i problemi che affronta chi si muove con la carrozzella. Paradossalmente, in molti casi, mettere a norma le fermate dei bus e i marciapiedi non sarebbe neppure troppo costoso, a suo avviso, ma il problema è molto diffuso visto che circa la metà delle 400 fermate del centro storico sono inavvicinabili per i disabili. E’ necessario, secondo lo stesso professore, mettere a norma anche i taxi, magari offrendo incentivi economici ai tassisti: troppo spesso hanno un portabagagli troppo piccolo per una carrozzella.