Si tiene oggi alla Casa della Memoria e della Storia un incontro per sostenere la necessità di conservare il Memoriale Italiano di Auschwitz, importante testimonianza storica della deportazione italiana, la cui esistenza è oggi contestata.
L’opera dell’architetto Belgiojoso, ex deportato nel campo di Mathausen, si trova nel blocco 21 di Auschwitz ed è al centro di “Cantiere blocco 21″, progetto di documentazione e conservazione del Memoriale, nato con la collaborazione di 32 ragazzi della Scuola di Restauro dell’Accademia di Brera, dopo il loro viaggio conoscitivo ad Auschwitz.
L’attività del Cantiere Blocco 21 si è sviluppata nel tempo con l’elaborazione di un programma di salvaguardia del Memoriale, il Progetto Glossa, operante su due diversi piani: la conservazione, con le necessarie operazioni di pulitura, restauro e consolidamento, e la glossa, cioè la realizzazione di un nuovo apparato didascalico-storico che illustri l’opera.
Durante l’incontro, i protagonisti del Cantiere testimoniano la loro alleanza in difesa di questo patrimonio materiale e storico, insieme agli interventi di storici, ricercatori, restauratori e la consegna ufficiale dei fondi raccolti dai sindacati edili (Casse Edili di Roma, Viterbo, Frosinone, Latina, Rieti, Edilcassa del Lazio, Filca, Fillea, Feneal del Lazio e Nazionali), grazie ai quali è stato possibile affrontare i costi di un primo restauro e del progetto di riqualificazione visiva e sonora di questa opera d’arte.
L’iniziativa è a cura di ANED, l’Istituto Bergamasco per la Storia della Resistenza e della Età Contemporanea (Isrec), l’Accademia di Belle Arti di Brera – Scuola di Restauro con il contributo degli Enti paritetici – Casse Edili di: Roma, Viterbo, Frosinone, Latina, Rieti, Edilcassa del Lazio, Filca, Fillea, Feneal, Nazionali, Regionali, Lazio e Territoriali.
Il progetto per il “Memorial” è stato avviato, all’inizio degli anni 70, dagli ex-deportati iscritti all’Aned, tra cui lo stesso Lodovico Belgiojoso e Primo Levi, e da artisti come Nelo Risi, Pupino Samonà e Luigi Nono. Un’istallazione a più voci, nata per far sentire in Auschwitz la voce della deportazione italiana, nell’intrecciarsi di storie diverse tutte da leggere nel contesto della storia del nazifascismo in Italia.
L’incontro è presentato e coordinato da Vera Michelin Salomon. Intervengono Elisabetta Ruffini, Sandro Scarocchia e alcuni ragazzi che hanno partecipato alla prima ripulitura dell’opera.
Segue la cerimonia di consegna dei fondi dei Sindacati. Le conclusioni sono a cura di Gianfranco Maris.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
Casa della Memoria e della Storia
Via San Francesco di Sales, 5 (Trastevere) – Roma
Tel. 06 6876543 – 060608
www.casadellamemoria.culturaroma.it