Riccardo Muti disponibile ad assumere la direzione del Teatro dell’Opera di Roma

Il maestro Riccardo Muti ha dato la sua disponibilità ad assumere da dicembre 2010 la direzione dell’Opera di Roma. Questo diventerebbe il suo impegno principale, insieme con la direzione musicale dell’Orchestra sinfonica di Chicago.

Incontrando a Salisburgo il sindaco Gianni Alemanno e il consigliere di amministrazione dell’Opera, Bruno Vespa, il maestro Muti si è riservato di sciogliere la riserva dopo i necessari approfondimenti tecnici.

Il sindaco ha assicurato al maestro Muti l’impegno totale della città e del teatro ad aprire una pagina nuova nella storia dell’Opera di Roma.

Il Maestro si farebbe garante sin d’ora della selezione dei nuovi professori d’orchestra, presiedendo le commissioni di concorso, e assicurerebbe la sua presenza nelle stagioni d’opera a partire dal dicembre 2010 con almeno due titoli all’anno e con altrettanti concerti.

Bruno Vespa nel cda dell’Opera di Roma

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Dopo le dimissioni di Ennio Morricone dal consiglio di amministrazione del Teatro dell’Opera di Roma era difficile pensare a chi sarebbe stato in grado di sostituirlo. Ed è infatti accolta con grandissima sorpresa la nomina di Bruno Vespa, noto giornalista televisivo, a consigliere della Fondazione.
Una nomina voluta dal ministro per i beni culturali Sandro Bondi in persona, che ha indicato Vespa come rappresentante delle istituzioni. Un nome che lascia tutti senza parole, che attira da subito aspre critiche, e che causa pure un’interrogazione parlamentare da parte del gruppo del partito democratico.
Scegliere Vespa come consigliere è più una manovra d’immagine che un riconoscimento di competenza, è una decisione figlia di un modo tutto italiano di interpretare le cariche politiche e statali.
Ma intanto il gruppo del Pdl difende la scelta a spada tratta, considerando il giornalista un importante supporto dal punto di vista della comunicazione, e una pedina utile per imporsi in campo internazionale.
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Bruno Vespa condannato per diffamazione per servizio sul delitto dell’Olgiata

Bruno VespaLa terza Corte d’Appello di Roma ha inflitto una multa di 1.000 euro ciascuno a Bruno Vespa e a Valentina Finetti per il servizio sul delitto dell’Olgiata andato in onda su “Porta a Porta” e ritenuto diffamatorio. La Finetti è stata condannata per aver firmato il pezzo, mentre Vespa perché non ha impedito, come responsabile del programma, che il servizio andasse in onda.

L’accusa di diffamazione è scaturita dal servizio andato in onda il 13 febbraio 2002 nel quale, tra l’altro, si accostava l’omicidio della contessa Alberica Filo Della Torre a “misteriosi conti miliardari, ad una relazione extraconiugale della vittima con un funzionario dei servizi segreti, ad un desiderio della vittima di divorziare, ai fondi neri del Sisde”. Inoltre si affermava che Pietro Mattei ”era stato sospettato dell’omicidio della moglie, ma scagionato grazie all’analisi del Dna”. Si parlava poi di accuse fatte a Mattei da Emilia Parisi (ritenuta l’amante del costruttore) omettendo di riferire che lei era stata poi condannata per diffamazione dello stesso Mattei.

La vicenda giudiziaria è iniziata già nel febbraio 2002 con la querela presentata con l’assistenza dell’avvocato Luigi Di Maio da Pietro Mattei, vedovo di Alberica Filo Della Torre, anche per conto dei figli minori Domitilla e Manfredi. Vespa e la Finetti erano già stati assolti in primo grado, sebbene il pubblico ministero avesse chiesto la condanna della Finetti a 1.000 euro di multa e di Vespa a 6 mesi di reclusione e 500 euro di multa. Ora in appello la Corte presieduta da Franco Testa ha ribaltato la sentenza condannando i due imputati come richiesto dal procuratore generale Elio Costa.