Roma città leader nell’imprenditoria femminile

Nelle aziende romane le donne sono tante e contano: la Capitale guida la classifica italiana dell’occupazione femminile nell’imprenditoria. E’ quanto emerge dal “Rapporto 2008 sul mercato del lavoro a Roma”, realizzato dal Comune e illustrato dall’assessore al Lavoro, Davide Bordoni, nel corso del convegno sulle pari opportunità che si è tenuto in Campidoglio.

Al meeting, organizzato da SFC (Sistemi Formativi Confindustria) con AIDDA (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda) e con lo stesso Assessorato al Lavoro del Comune, hanno preso parte tra gli altri il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, e il sindaco Gianni Alemanno.

Quanto a pari opportunità nel lavoro, dunque, su scala regionale il Lazio è in pole position, con un tasso di occupazione femminile al 52% e un 26% di donne nelle imprese (la media italiana è 24%). La provincia di Roma è in testa alla graduatoria nazionale: 61.584 imprese femminili. Seguono Napoli con 59.725 e Milano con 57.199.

L’identikit dell’imprenditrice romana, come lo traccia il rapporto dell’Assessorato capitolino al Lavoro: età tra i 30 e i 40, alto livello d’istruzione (il 60% ha una laurea, il 52% un master). Spesso le romane diventano imprenditrici dopo la separazione o il divorzio; alcune dopo una maternità, come alternativa al rientro nel lavoro dipendente. Molte le straniere: nella provincia di Roma lo sono 12.417 donne con cariche imprenditoriali, il 7,6% sul totale.

Naturalmente non sono solo rose: anche a Roma, ha ricordato, l’assessore Bordoni, “permangono forti differenze salariali e retributive tra uomini e donne”. E comunque “coniugare il ruolo di lavoratrici con quello di moglie e madri è un’ impresa spesso ardua”. Il Campidoglio, ha concluso Bordoni, fa la sua parte sostenendo, tra l’altro, un progetto del Ministero del Lavoro: si chiama “Best in class” e promuove l’occupazione femminile. In particolare, ha ricordato Bordoni, il progetto mira a valorizzare e diffondere le buone prassi che si sono sviluppate nelle piccole e medie imprese, generando modelli positivi da adottare su vasta scala.

Roma, un kit scuola del Comune per aiutare le famiglie

Un kit con tutto l’occorrente per l’inizio della scuola al prezzo di 19,90 euro: il Comune di Roma ripropone per il prossimo anno scolastico il nuovo kit scuola per venire incontro alle esigenze delle famiglie e calmierare i prezzi dei prodotti scolastici.

L’assessorato alle Attività Produttive, Lavoro e Litorale e l’assessorato alle Politiche Educative Scolastiche, della Famiglia e della Gioventù, in accordo con le Associazioni di categoria del Commercio, Confcommercio, Confesercenti, Federdistribuzione, Lega Coop, Federlazio, Assocart, hanno siglato un protocollo d’intesa che prevede che i punti vendita della piccola, media e grande distribuzione che aderiscono all’iniziativa offrano alle famiglie romane un kit con tutto l’occorrente per cominciare bene la scuola, al prezzo di 19,90 euro.

I prodotti inseriti nei kit scuola saranno di buona qualità e saranno proposti in due versioni, una per le scuole elementari ed una per le scuole medie.
Il kit per le scuole elementari conterrà: zaino, astuccio completo, 4 quaderni, diario, quaderno ad anelli, 2 evidenziatori o colla. Mentre per quanto riguarda le scuole medie saranno aggiunte anche 2 squadre, compasso e riga.
I punti vendita che aderiscono all’iniziativa potranno scegliere di mettere in vendita lo stesso kit personalizzandolo. Il marchio della campagna sarà presente in tutti i punti vendita che aderiscono all’iniziativa.

“Questa proposta vuole essere un valido sostegno per le famiglie romane che si trovano ad affrontare le spese per il corredo scolastico dei propri figli. Il kit scuola è un ulteriore supporto che l’amministrazione comunale offre ai genitori degli alunni delle scuole romane e va ad aggiungersi alle iniziative, come l’erogazione dei buoni libro e dei buoni borse di studio, volte a garantire il diritto allo studio” dichiarano l’assessore alle Attività Produttive Lavoro e Litorale Davide Bordoni e l’assessore alle Politiche Educative Scolastiche, Laura Marsilio.