Roma, due milioni di euro per eliminare le barriere architettoniche

La Giunta comunale di Roma ha approvato la delibera per la localizzazione di interventi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche stradali, oltre alla creazione di servizi connessi al miglioramento della vita delle persone disabili.

Gli interventi, per un importo pari a 2 milioni di euro, finanziati con il contributo statale di Roma Capitale, sono volti a completare ed integrare percorsi già esistenti. Sono state programmate 11 aree di intervento :
• Scivoli in via F. Storelli, n. 52
• Scivoli e percorso in via Quattro Fontane
• Scivoli ed adeguamento incrocio stradale via di Vigna Murata, intersezione con via Laurentina
n. 760
• Realizzazione scivolo e costruzione via Beethoven – via Chopin
• Scivoli in viale dei Colli Portuensi
• Scivoli in via Casilin, n. 114
• Scivolo e adeguamento marciapiede in via Pestalozzi – via Pendola
• Costruzione scivolo e parapedonali Liceo in Lungotevere dei Tebaldi n. 17
• Percorso e costruzione di scivoli in via Renato Fucini

“L’individuazione delle aree – ha spiegato l’assessore al lavori pubblici, Ghera – è stata programmata in collaborazione con i Municipi sulla base delle segnalazione pervenute, alle quali se ne aggiungeranno successivamente delle altre. Con il Delegato alla Disabilità Antonio Guidi abbiamo lavorato insieme al progetto con l’intento di selezionare una prima tranche di interventi prioritari di maggior interesse pubblico che presentano barriere architettoniche da eliminare, per poi intervenire su tutto il territorio comunale.”

Roma, presentati i lavori per il raddoppio di via Tiburtina

Con i lavori preliminari di scavo e progettazione ormai in fase conclusiva, si avvicina la data d’avvio dei primi cantieri per il raddoppio della Tiburtina: sei chilometri e mezzo tra via di Ponte Mammolo (metro Rebibbia) al km 9,300 e via Marco Simone al km. 15,800, sul confine comunale. I lavori sono stati presentati sul posto dal sindaco Alemanno, dall’assessore ai lavori pubblici Ghera e dal presidente del V Municipio, Caradonna.

Il progetto preliminare prevede: sede stradale larga 30 metri, due corsie per senso di marcia, al centro una corsia riservata ai mezzi pubblici, ai lati nuovi marciapiedi. In più, quattro “anelli” di viabilità collaterale per un totale di 9 chilometri (obiettivo, drenare il traffico all’interno delle zone industriali) e otto parcheggi con 800 posti in tutto.

Su tutte le strade laterali inserite negli “anelli” saranno realizzate migliorie essenziali, come l’illuminazione pubblica e la sistemazione delle fognature per l’acqua piovana. Il tutto richiederà un impegno economico di circa 98 milioni di euro. I lavori saranno suddivisi in due lotti. Il primo, di 62,753 milioni, sarà finanziato dal Comune di Roma per 16,2 milioni, dalla Regione Lazio per 30 milioni, dai fondi di Roma Capitale e dal contributo dello Stato per 16,5 milioni. Il secondo lotto, di 31,867 milioni , sarà invece sostenuto dal Comune per 22 milioni e dal contributo delle aziende romane dei pubblici servizi – per 9,8 milioni, ancora non versati –. Al costo dei lavori vanno poi aggiunti 3,370 milioni di spese tecniche. Per ambedue i lotti si è aggiudicata i lavori l’ATI (Associazione Temporanea tra Imprese) con capofila Uniter Consorzio Stabile, un mix di aziende siciliane ed emiliane.

I lavori dureranno in tutto 37 mesi. A marzo 2009 è cominciata la fase preliminare: sei mesi di scavi archeologici e un mese per completare il progetto (entro ottobre 2009). Il Comune lo approverà entro un altro mese, quindi partiranno i cantieri per le opere stradali. Termine previsto per l’ultimazione dei lavori, giugno 2012.

“Un’opera storica”, ha detto il sindaco Alemanno, “importantissima per la viabilità romana: una
delle più importanti consolari finalmente può acquisire un assetto adeguato”. Atteso da anni, l’allargamento della Tiburtina “migliorerà la vivibilità della zona” – ha sottolineato l’assessore Ghera –, asse di collegamento “tra Roma con molti comuni dell’hinterland”.

I lavori sulla Tiburtina, preannuncia il sindaco, sono il primo passo di un “piano complessivo e strategico per la mobilità sulle consolari” che sarà presentato a breve. Obiettivo, “stappare la città” dal tappo del traffico che paralizza strade ormai inadeguate, con le stesse carreggiate da decenni mentre i quartieri si sono riempiti di residenti e di attività. Spazio anche alle preferenziali per il trasporto pubblico, ha detto Alemanno, al centro delle vie di grande scorrimento come viale Palmiro Togliatti.

Nel 2014 tutta la città di Roma sarà cablata

Ottomila chilometri di cavi, l’intera Capitale cablata con fibre ottiche di nuova generazione: è quanto prevede il progetto dell’Unione Industriali di Roma (UIR) per lo sviluppo della banda larga, presentato in Campidoglio dal sindaco Alemanno, dall’assessore ai lavori pubblici Ghera e dal presidente dell’UIR, Aurelio Regina.

In cinque anni, dunque entro il 2014, gli attuali 2.000 chilometri di cavi quadruplicheranno, sostituendo man mano i vecchi cavi di rame e arrivando a coprire gli 8.000 chilometri del patrimonio stradale romano. L’intero costo, 600 milioni di euro, sarà a carico di operatori privati.

Si prevede così che la velocità dei collegamenti Internet aumenti di dieci volte. Nuove prospettive anche per ogni settore delle telecomunicazioni che viaggia su fibra ottica: segnale video delle telecamere per il controllo del territorio, apparati per informazioni sulla mobilità, tele-medicina, tele-sorveglianza, sicurezza stradale.

Intanto si stanno installando i nuovi cavi, in via sperimentale, a piazza Mazzini. A settembre partono i cantieri, cominciando dal quartiere Prati.

Il progetto si è avviato grazie all’approvazione, da parte della Giunta capitolina, del nuovo “regolamento degli scavi” che snellisce le autorizzazioni per eseguire i lavori di posa in opera. La fibra ottica sarà collocata con l’innovativa tecnologia “trenchless’ a basso impatto, costi ridotti ed esecuzione rapida, in modo da minimizzare i problemi per il traffico.

Roma sarà così “la prima città europea ad essere interamente cablata con fibre ottiche di nuova generazione”, ha detto il sindaco Alemanno. “Un’enorme potenzialità di trasmissione dati offerta ai cittadini”, nel contempo essenziale “sul versante della sicurezza”.

Roma, sbloccati 30 milioni di euro per opere in periferia

Il sindaco Gianni Alemanno e l’assessore capitolino ai Lavori pubblici Fabrizio Ghera hanno illustrato la delibera approvata ieri in consiglio comunale, con la quale il Campidoglio fissa le regole che bisogna adottare per la realizzazione delle opere di urbanizzazione a scomputo dei consorzi di autorecupero e sblocca circa 30 milioni per le periferie.

Le opere a scomputo sono opere di urbanizzazione considerate, interamente o parzialmente, sostitutive degli oneri concessori dovuti all’Amministrazione comunale. Infatti i cittadini avranno la possibilità di adempiere ai propri obblighi fornendo opere finite e funzionali, che siano a beneficio per l’intera collettività.

Circa un centinaio di quartieri della periferia della Capitale potranno vedere realizzate, nei prossimi mesi, le opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Illuminazione, strade, fogne, ma anche scuole e centri sportivi che, in alcuni casi, i cittadini attendono da anni.

Negli anni scorsi, in conformità ai progetti urbanistici della Capitale, alcuni quartieri periferici, spesso ex abusivi e non dotati di servizi adeguati, hanno deciso di riqualificarsi a proprie spese. Quindi gli oneri concessori previsti per legge (contributi relativi ad ogni attività che prevede trasformazione urbanistica e edilizia del territorio comunale), invece di essere consegnati all’Amministrazione comunale, sono stati depositati nei consorzi di autorecupero deputati ad utilizzarli per realizzare, appunto, le opere di urbanizzazione.

In totale, nei 61 consorzi sono stati depositati dai 30 ai 40 milioni, ma le opere di urbanizzazione sono ferme dall’entrata in vigore del codice degli appalti del 2006 che stabiliva l’obbligatorietà della gara d’appalto per la realizzazione delle urbanizzazioni. Ora il Comune, con la delibera, stabilisce che i consorzi diventano stazioni appaltanti, cui spetterà la pubblicazione delle gare e la realizzazione delle opere a scomputo.